Se il Credit Agricole si fa beffe del Copasir

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Non più tardi di qualche settimana fa commentavamo qui le azzardate teorie “complottiste” che il nostro Governo veicolava attraverso una relazione, quella del Copasir, che, senza nemmeno troppi giri di parole, lanciava l’allarme di un pericolo di “colonizzazione” francese dei nostri “asset strategici” ed ecco che arriva la notizia finanziaria della settimana, il lancio dell’Opa da parte di Credit Agricole sul Credito Valtellinese.

Sembrano quasi farsi beffa di noi i nostri cugini d’oltralpe osando, per di più, far tutto alla luce del sole (altro che complotto) e mettendo sul piatto denaro sonante (altro che DTA o crediti d’imposta), come è giusto che sia in un’economia che ancora si professa di mercato (cosa che al Copasir forse sfugge).

Il Credito Valtellinese è una banca sana, profittevole e legata ad un territorio ad alta crescita ed industrializzazione. Il mercato la stava sottovalutando ed il Credit Agricole è stato lestissimo a cogliere l’occasione. Si tratta di uno scippo forse? No, è solo il mercato. Quello che ancora le nostre banche faticano a comprendere, abituate a decenni di fusioni guidate, agevolate e finanziate dal Governo.

Mentre Credit Agricolé, con l’operazione Creval, ambisce a diventare il sesto istituto bancario italiano, i nostri politici sono tuttora impegnati nel trovare un modo, uno qualunque, per rendere appetibile il Monte dei Paschi di Siena per i potenziali partner. Qualcuno dirà che così si tutelano gli “asset strategici” del Paese. Risentiamoci magari quando si avrà il conto finale, per i contribuenti, dell’operazione Monte dei Paschi.

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